Normativa

Controlli Caldaia 2026: Cosa Cambia con il Nuovo DPR

Dal 2026 cambiano le regole per i controlli caldaia. Scopri cosa prevede la bozza del nuovo DPR, le nuove frequenze e cosa cambia per le famiglie italiane.

Pubblicato il 6 gennaio 2026 Aggiornato il 18 gennaio 2026

Dal 2026 Cambiano le Regole sui Controlli Caldaia

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) sta lavorando a una revisione delle regole che disciplinano i controlli sugli impianti termici. La bozza del nuovo Decreto del Presidente della Repubblica potrebbe cambiare significativamente il sistema di ispezioni per circa 20 milioni di famiglie italiane.

Stato attuale: Si tratta ancora di una bozza che dovrà acquisire il parere della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato prima di entrare in vigore.

Cosa Prevede la Bozza del Nuovo DPR

Il punto centrale del provvedimento è l’articolo 8, che prevede modifiche sostanziali al sistema di controlli:

Ispezioni Documentali vs In Situ

La bozza introduce una distinzione importante basata sulla potenza dell’impianto:

Potenza ImpiantoTipo di Controllo
< 70 kWSolo controlli documentali (accertamenti)
> 70 kWIspezioni in situ obbligatorie

Questo significa che per la quasi totalità delle caldaie domestiche (generalmente sotto i 35 kW), le ispezioni non avverrebbero più con visite fisiche dei tecnici, ma attraverso verifiche documentali e telematiche tramite i catasti regionali.

Nuove Frequenze dei Controlli

La bozza prevede anche modifiche alle frequenze dei controlli di efficienza energetica:

Tipo ImpiantoPotenzaFrequenza AttualeNuova Frequenza
Gas metano/GPL20-70 kW4 anni4 anni (invariato)
Gas metano/GPL70-100 kW4 anni2 anni
Gas metano/GPL> 100 kW2 anni2 anni (invariato)
Combustibili solidiQualsiasiVariabileInvariato

Importante: Il controllo dell’efficienza energetica rimane obbligatorio. Cambia solo il tipo di accertamento (documentale vs in situ) e, per alcune potenze, la frequenza.

Cosa Dice il Ministero (MASE)

Il Ministero dell’Ambiente ha chiarito in una nota ufficiale che:

  1. Non c’è alcun passo indietro sulla sicurezza né sugli obiettivi di efficienza energetica
  2. L’obiettivo è ottimizzare il rapporto costi-benefici per la collettività
  3. Si vuole semplificare l’attività di ispezione mantenendo l’efficacia dei controlli

Il Ministero ha anche precisato la differenza fondamentale tra:

  • Controllo di efficienza energetica: adempimento periodico obbligatorio a cura di un tecnico certificato (rimane invariato)
  • Ispezione/accertamento: controlli “a campione” da parte delle autorità (qui cambiano le modalità)

Cosa Cambia per le Famiglie

Se la Bozza Viene Approvata

Per milioni di famiglie italiane con caldaie domestiche (< 70 kW):

  • Niente più ispezioni fisiche da parte degli enti di controllo
  • Controlli basati su documentazione e dati telematici
  • Resta obbligatorio il controllo di efficienza energetica ogni 4 anni
  • La manutenzione ordinaria rimane necessaria secondo le indicazioni del costruttore

Cosa NON Cambia

  • L’obbligo di manutenzione ordinaria della caldaia
  • L’obbligo del controllo fumi/efficienza energetica
  • La responsabilità del proprietario o inquilino
  • Le sanzioni per mancata manutenzione (500€ - 3.000€)
  • L’obbligo del libretto di impianto

Le Preoccupazioni degli Artigiani

Le associazioni di categoria hanno espresso perplessità sul provvedimento. Secondo l’Unione Artigiani, un sistema basato solo su verifiche telematiche potrebbe comportare rischi:

  • Malfunzionamenti non rilevati per tempo
  • Consumi energetici più elevati per inefficienza
  • Guasti improvvisi non prevenuti
  • Maggiore responsabilità a carico delle famiglie

I Dati sulla Sicurezza

I dati del Comitato Italiano Gas mostrano che tra il 2019 e il 2023 si sono verificati:

  • 1.119 incidenti legati al gas canalizzato per uso civile
  • 128 vittime
  • 1.784 feriti

Questi numeri sottolineano l’importanza di mantenere controlli efficaci sugli impianti.

Il Ruolo dei Catasti Regionali

Il nuovo sistema si basa sui catasti regionali degli impianti termici (come il CURIT in Lombardia). Tuttavia, non tutte le regioni hanno infrastrutture informatiche omogenee e interoperabili.

Le regioni con catasti più sviluppati includono:

  • Lombardia
  • Emilia-Romagna
  • Veneto
  • Toscana
  • Liguria

Cosa Fare Ora

Per i Proprietari di Caldaie

  1. Continua a fare la manutenzione regolare - rimane obbligatoria
  2. Conserva tutta la documentazione - diventerà ancora più importante
  3. Tieni aggiornato il libretto di impianto - i controlli documentali si basano su questo
  4. Verifica la scadenza del controllo fumi - gli obblighi attuali restano in vigore

Tempistiche

La bozza del DPR deve ancora:

  • Passare al vaglio della Conferenza Unificata
  • Ottenere il parere del Consiglio di Stato
  • Essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale

Non è ancora certo che entrerà in vigore nel 2026 né che manterrà l’attuale formulazione.

FAQ: Domande Frequenti

La manutenzione della caldaia diventa facoltativa?

No. La manutenzione ordinaria rimane obbligatoria secondo le indicazioni del costruttore riportate sul libretto.

Il controllo fumi viene abolito?

No. Il controllo dell’efficienza energetica resta obbligatorio. Cambiano solo le modalità di accertamento da parte degli enti.

Devo continuare a chiamare il tecnico?

Sì. Il tecnico abilitato deve continuare a effettuare manutenzione e controllo fumi secondo le scadenze previste.

Cosa succede se non faccio manutenzione?

Le sanzioni rimangono invariate: da 500€ a 3.000€ per mancato controllo di efficienza energetica.

Quando entrano in vigore le nuove regole?

La bozza deve ancora completare l’iter normativo. Non c’è ancora una data certa di entrata in vigore.


Aggiorneremo questo articolo non appena ci saranno sviluppi sulla normativa. Nel frattempo, continua a rispettare gli obblighi attuali per evitare sanzioni.

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